Si sta facendo un gran parlare dell’alga tossica presente sulle coste di Bari. Un elemento che non ha però comportato l’assegnazione di bandiere rosse per l’intera provincia, stando al report Arpa, con riferimento alla prima metà di luglio 2024. Per quanto riguarda Bari e provincia, la presenza dell’alga è stata segnalata nell’area di San Giorgio. Occorre però sottolineare come la concentrazione risulti essere statisticamente in calo rispetto alla fase finale di giugno. Un segnale positivo, dunque, con il bollino che da rosso è divenuto arancione. Di fatto, stando all’ultimo report Arpa, si è passati da una presenza molto abbondante a una abbondante. La situazione è tutt’altro che risolta, è chiaro, ma nel dettaglio oggi la densità è di 193.84 cellule/litro in colonna d’acqua rispetto alle precedenti 230.936.
Per quanto riguarda altre aree, invece, è stata segnalata una presenza moderata di questa alga tossica a Santo Spirito, Giovinazzo e Molfetta. L’elenco prosegue con la località con presenza scarsa, ovvero Monopoli, e quella discreta: sito della ditta IOM-ex Sansolive.
(Fonte Libero Tecnologia)
Carta d’identità dell’alga tossica Ostreopsis ovata
Alga unicellulare del gruppo delle Dinoflagellate
Dimensioni comprese tra 30 e 60 micron (1 micron = millesimo di millimetro)
Vive solitamente su alghe pluricellulari (macroalghe) e su fondali rocciosi
Predilige acque calme, calde e bene illuminate
Specie tipica dei mari tropicali
Produce tossine.
Com’è arrivata sulle coste pugliesi e come si è adattata?
Probabilmente introdotta accidentalmente in Mediterraneo per mezzo delle acque di zavorra delle navi, le prime segnalazioni lungo le coste pugliesi si sono verificate a partire dall’anno 2000/2001. La popolazione si sviluppa abbondantemente durante i mesi estivi. I fattori ambientali che facilitano la proliferazione sono: alte temperature, alta pressione atmosferica, condizioni di irraggiamento favorevoli, mare calmo per un periodo di tempo superiore a 10-15 giorni.
Quali sono i potenziali effetti sull’ambiente e sulla salute pubblica?
Nella specie è stata individuata una tossina (Palitossina simile); si sono verificate morie e/o sofferenze di organismi marini (stelle di mare, ricci, granchi, molluschi cefalopodi, ecc.) in concomitanza di elevate concentrazioni di Ostreopsis nelle acque e sui fondali.
Inoltre si sono riscontrati casi di malessere transitorio nei bagnanti (riniti, faringiti, laringiti, bronchiti, febbre, dermatiti, congiuntiviti) in concomitanza di elevate concentrazioni di Ostreopsis nelle acque e sui fondali, e soprattutto dopo mareggiate (le mareggiate favoriscono la formazione di aerosol marino, che può diffondere la tossina nell’aria).
Come evitare gli eventuali effetti dannosi di Ostreopsis?
Nel caso di certificata fioritura di Ostreopsis, evitare lo stazionamento lungo le coste rocciose durante le mareggiate;
Nel caso di certificata fioritura di Ostreopsis, limitare il consumo a scopo alimentare di organismi quali, ad esempio, i ricci di mare. Infatti i ricci, a causa della loro eco-biologia (brucano sulle alghe) potrebbero potenzialmente accumulare la tossina
Monitoraggio Ostreopsis
ARPA Puglia ha attivo il monitoraggio Ostreopsis per la stagione estiva, allo scopo di verificare, in alcuni tratti costieri destinati alla balneazione, la presenza quali-quantitativa della citata microalga, potenzialmente tossica.
L’Agenzia controlla costantemente da giugno a settembre - con frequenza quindicinale (aumentata nel caso di fioritura conclamata) - n° 20 siti, distribuiti sull’intero territorio regionale e rappresentativi della tipologia costiera potenzialmente interessata dalla presenza della specie.
Nella mappa visualizzata di seguito sono rappresentate le posizioni dei siti di monitoraggio per tutto il litorale pugliese, indicati con il simbolo della bandierina. La colorazione della bandierina rappresenta la classe di abbondanza di Ostreopsis ovata in colonna d’acqua, ottenuta sulla base degli intervalli di densità definiti dalla tabella sottostante la mappa. La mappa può essere spostata trascinandola con il cursore, mentre la scala può essere ingrandita o ridotta utilizzando i segni +/ - (a destra in basso della mappa). Inoltre, cliccando sulla bandierina si apre una finestra in cui è visualizzata la denominazione del tratto costiero corrispondente alla rispettiva acqua di balneazione, nonché gli ultimi risultati disponibili per la stagione di monitoraggio in corso.
(Fonte Arpa)